GLOSSARIO

a cura di Simone Ferretti, Fabrizio Latini, Ernesto Di Giorgio

 

Angolo morto
Area posta dietro a qualunque ostacolo al coperto di qualsiasi azione di tiro.

 

Barbetta
Piattaforma a cielo scoperto, posta sulla parte più elevata del terrapieno, nei forti detto ramparo alto, che permetteva il tiro sopra il parapetto di un’opera fortificata. Il termine deriva dal fatto che il cannone in fase di sparo bruciava l’erba della parte sommitale del parapetto detto anche ciglio di fuoco, chiamata appunto barbetta.

 

Berma
Stretto sentiero livellato che viene lasciato tra il piede esterno del parapetto-ciglio di fuoco e il margine del fossato antistante. Solitamente aveva una larghezza di circa un metro. Il suo scopo era di sostenere il parapetto ed evitare che la terra di cui era composto franasse nel fossato a causa di una forte pioggia, di una gelata, ecc. Serviva inoltre come passaggio di comunicazione esterno alle postazioni in barbetta.

 

Campo trincerato
Corona di forti disposta attorno ad una piazzaforte (nucleo), con lo scopo di salvaguardarla dalla portata dell’artiglieria nemica. Il termine venne coniato per indicare che le truppe, accampate tra il nucleo e la corona staccata, erano trincerate, cioè protette anche senza l’erezione della classica muraglia continua. Il concetto del campo trincerato venne enunciato già nel XVI secolo dal matematico bresciano Nicolò Tartaglia.

 

Cannone
Pezzo di artiglieria a canna lunga (calibro superiore ai 20 mm), capace di sparare colpi a grande gittata (fino a  11.000m) e con traiettoria di tiro molto tesa. Il calibro viene determinato dal diametro interno della canna ed in base ad esso si distinguono in piccolo calibro sino a 100 mm, medio calibro sino ai 210 mm e di grosso calibro sopra i 210 mm. Nei forti di Roma erano adottati per le postazioni in barbetta cannoni da 149mm, 120mm e 87mm.

 

Caponiera
Costruzione posta a difesa del fronte principale di un forte. Detta anche “capannato”, era un corpo centrale e sporgente rispetto alla scarpa, a cui era affidata la difesa del fossato attraverso l’azione fiancheggiante di mitragliatrici e fucileria agenti su due lati. Nei forti di Roma le caponiere sono aderenti alla scarpa e quindi in diretta comunicazione con l’opera. Prende il nome di semicaponiera un organo difensivo generalmente posto a difesa dei fianchi di un forte dove l’azione fiancheggiante avveniva su un solo lato.vedi anche Tamburo difensivo.

 

Caposaldo
Elemento fortificato che insieme ad altri costituisce un centro di resistenza di massima, in grado di eseguire azioni difensive in varie direzioni. Può ospitare pezzi di artiglieria o fucilieri.

 

Cartoccio
Confezione di esplosivo contenente la carica di lancio per proiettili di artiglieria. Il confezionamento avveniva in appositi laboratori posti agli angoli di spalla del forte e i cartocci così prodotti venivano trasportati in batteria attraverso appositi montacarichi.

 

Casamatta
In origine opera muraria fortificata, anche situata in un forte, con struttura coperta da una volta e da uno spesso strato di terra alla prova di bomba; nella muratura verso l’esterno erano presenti cannoniere o feritoie per fucileria, quindi di carattere offensivo. Quelle difensive erano destinate a mettere solo al coperto e al riparo uomini o materiali.

 

Controscarpa
Parete esterna del fosso verso la campagna o linea che lo conclude dal lato della campagna, la cui parte superiore si affacciava sul controspalto. Piano opposto a quello di scarpa.

 

Corpo di guardia
Locale dove avevano alloggio gli uomini di guardia ad una determinata opera e situato nei pressi della porta d’accesso. Nei forti di Roma sono i locali posti ai lati dell’ingresso al forte.

 

Cortina
Tratto della cinta fortificata tra due bastioni.

 

Defilamento
Occultamento di armi, soldati o postazioni, agli occhi del nemico.

 

Elevatore
Meccanismo per sollevare o portare proiettili e altri materiali ad una diversa altezza.

 

Facce
Sono i due lati di un’opera che salgono o si spingono verso la campagna.

 

Feritoie
Aperture praticate nel parapetto, o comunque attraverso una muraglia per proteggere dal fuoco nemico e permettere il tiro con diverse armi; se le armi erano portatili le feritoie sono dette archibugiere, fuciliere o mitragliere; se pesanti, cannoniere o troniere.

 

Fianco
Parte del bastione che unisce la cortina con la faccia.

 

Fossato
Scavo, di ampiezza e profondità variabili, che cinge esternamente tutto il perimetro del forte, al fine di ostacolare il tentativo di un attacco nemico ravvicinato. Può essere asciutto o riempito d’acqua. Nei forti di Roma il fossato era asciutto e le sue pareti inclinate erano dotate di rivestimento lapideo prendendo così il nome di muro di scarpa e di controscarpa.

 

Fronte fortificato
Insieme rivolto verso l'attaccante formato da opere che fiancheggiano la cortina che le unisce, oppure che si fiancheggiano a vicenda.

 

Galleria di controscarpa
passaggio casamattato ricavato nel muro di controscarpa per proteggere il fossato prendendo alle spalle coloro che vi fossero penetrati.

 

Gittata
In un’arma da fuoco è la distanza massima a cui può essere lanciato un proiettile. Risulta di molto superiore alla utile che è l’effettiva distanza entro la quale il proiettile riesce a produrre gli effetti richiesti.

 

Gola
È l’ingresso del bastione e delle altre opere rivolta verso i difensori. Nei forti del campo trincerato di Roma il Fronte di Gola è quindi la parte rivolta verso la città ad esso collegata mediante strade militari di raccordo con le vie consolari, la cui toponomastica tuttora è data dal forte a cui giungono.

 

Infilata
Il fuoco d’infilata indica i colpi che corrono paralleli al muro e colpiscono al fianco il nemico che sta attaccando.

 

Linea Capitale (o bisettrice del saliente)
E’ l’asse geometrico del forte passante per il centro del fronte principale. Quest’ultimo può essere rettilineo o spezzato in due facce –Saliente- formanti un angolo che presenta il vertice verso l’esterno. In questo caso la Capitale dicesi anche bisettrice del Saliente.

 

Mitragliatrice
Arma da fuoco, portatile o fissa, a tiro rapido. Il suo calibro può essere compreso tra i 15 e i 45 millimetri. Le mitragliatrici fecero la loro prima comparsa nella guerra di secessione statunitense dove la Gattling, a 10 canne rotanti con manovella, e la Martigny, 10 canne fisse in fascio, sconvolsero le tattiche di combattimento del tempo. Nei forti di Roma era adottata la mitragliatrice Mod.86, principalmente negli organi di fiancheggiamento per la difesa ravvicinata quali caponiere, semicaponiere e tamburi difensivi.

 

Mortaio
Pezzo d’artiglieria a canna corta (non supera i 12 calibri), utilizzato per colpire dall’alto obiettivi vicini mediante tiri molto elevati ed arcuati. Nei forti di Roma erano adottati i mortai da 240mm, 210mm, 149mm, 89mm.

 

Muro di Carnot
È un elemento difensivo costituito da solido e spesso muro costruito fuori dell’opera a pochi metri dalla scarpa e provvisto di nicchioni interni in cui allogano i fucilieri per battere il fossato attraverso le feritoie ricavate nella massa muraria. In corrispondenza dei vertici dell’opera principale questi muri si sviluppano in orecchioni ovvero in caponiere completamente protette che possono anche contenere postazioni per artiglierie. Questo tipo di opera di fiancheggiamento, che era stata ideata dal Carnot e dallo stesso sperimentata nell’assedio di Anversa del 1814, fu adottato solo per alcuni forti di Roma.

 

Obice
Pezzo di artiglieria alquanto grosso e corto, con caratteristiche intermedie tra il cannone e il mortaio (la lunghezza è compresa tra i 12 ed i 22 calibri) in grado di lanciare bombe esplodenti con tiri a parabola. Nei forti di Roma erano adottati gli obici da 210mm e da 149mm, installati in barbetta.

 

Opera
Termine generale per designare una fortificazione, sia essa un forte o un edificio più modesto.

 

Parapetto
Parte di massa coprente che si eleva al di sopra di un terrapieno di un’opera e che serve a porre al riparo soldati o artiglierie oltre cui potevano far fuoco. Nelle opere permanenti il parapetto corona il ramparo. Il parapetto è costituito da: scarpa esterna (faccia anteriore); scarpa interna (pendenza del ramparo dal lato interno); scarpa superiore (coronamento del parapetto dal lato esterno). Il profilo sommitale si definisce ciglio di fuoco.

 

Piazzola
Tratto di terrapieno di un’opera convenientemente sistemato, protetto da un parapetto destinato alla collocazione di un pezzo di artiglieria. Vedi anche barbetta.

 

Piazza d’armi
Cortile o spianata interna di una fortezza, utilizzata per adunanze, esercitazioni e l’addestramento della truppa.

 

Piazzaforte (piazza)
Località fortificata in modo permanente, da utilizzare come base d’operazioni.

 

Polveriera
Detto anche “magazzino a polvere”, è il locale adibito a deposito di esplosivi. Nei forti di Roma è generalmente unica in adiacenza al settore del muro di controscarpa posto in corrispondenza del rivellino. Il trasferimento delle polveri dal rivellino avveniva in barili calati attraverso una botola che nascondeva un sistema di elevazione manuale con catena e guide di legno. La posizione esterna all’opera dipende dal fatto che in caso di scoppio accidentale della stessa, questo non avrebbe aggravato danni al forte vero e proprio.

 

Ponte Levatoio
E’ il ponte mobile posto in asse all’unico accesso al forte, sul fronte di gola. Nei forti di Roma fu generalmente adottato il tipo a scomparsa con locale di manovra dei contrappesi posto inferiormente al corpo di guardia.

 

Proietto
Corpo espulso da una bocca da fuoco. Per le artiglierie da difesa (cannoni, obici, mortai) utilizzate nei forti di Roma, poteva essere un corpo metallico di forma  sferica o cilindrico - ogivale ad effetto esplosivo (granata ordinaria) o a frammentazione (shrapnel).

 

Prova (alla)
Capacità di una copertura o di una struttura, di resistere e proteggere i locali sottostanti dagli effetti dei colpi di artiglieria (a prova di bomba).

 

Ramparo
Dal francese emparer, fortificare. Rilievo in terra eretto dietro al fossato, di norma derivato dalla scavo del fosso, che racchiude una fortificazione coronata in sommità dal parapetto.

 

Ricovero
Locali di opere fortificate o fabbricato isolato destinato ad ospitare il personale.

 

Riservetta
Locale alla prova di bomba, solitamente ubicato nelle vicinanze di una cannoniera destinato alla conservazione di munizioni e proiettili. Poteva contenere munizioni bastanti per il fuoco anche di alcuni giorni. Nei forti di Roma tali locali sono disposti nel piano ammezzato delle traverse.

 

Rivellino
Opera fortificata esterna, collegata all’opera principale da un corridoio protetto, che serve a proteggere l’ accesso al forte. Di forma triangolare o con andamento a semicerchio dal lato del fronte di gola così come nel caso dei forti di Roma, poteva anche essere posto anche all’interno del fossato per la difesa diretta del medesimo.

 

Saliente
Angolo sporgente di un’opera fortificata.

 

Scarpa
Tratto inclinato della parete di un ramparo, di un terrapieno, di una traversa o di qualsiasi rilievo di terra. Formato solitamente con terra da riporto che dà al muro una forma progressivamente allargata verso la base.

 

Spalto
Fascia rilevante di terreno inclinata verso il nemico, che alla sommità, la cresta, termina col parapetto della strada coperta di controscarpa, mentre alla base termina perdendosi nel piano di campagna.

 

Spoletta
Congegno applicato a proietti per provocare l’esplosione della loro carica interna.

 

Tamburo difensivo
Costruzione posta a difesa dell’ingresso del forte (gola). Sporgente rispetto alla linea del fronte da difendere era organizzato su due livelli e prevedeva la combinazione di fucileria/mitragliere al piano inferiore e fucileria/artiglieria al piano superiore. vedi anche Caponiera.

 

Tenaglia
Struttura di difesa in muratura a forma di V rovesciata. Permette di colpire l’avversario, incautamente inoltratosi nel fossato, da più lati contemporaneamente. Si chiama tenaglia a fianco quella che ha dei fianchi e tenaglia semplice quella che non le ha.

 

Terrapieno
Cumulo di terra ammassata alla base o ai lati di strutture preesistenti, come sostegno, rinforzo o sbarramento.

 

Traversa
Costruzione in massima parte in terra elevata con un muro di grandi dimensioni isolato dalla altre opere di fortificazione, posto a protezione di settori difficilmente difendibili o al di sopra dei terrapieni. Serviva anche come elemento di comunicazione tra il piano ramparo e i ricoveri truppa e per la protezione dai tiri nemici e per limitare gli effetti dello scoppio dei proietti.
Nei forti di Roma sono anche quelle disposte tra pezzo e pezzo in una batteria, elementi disposti normalmente perpendicolarmente al parapetto; servivano a proteggere personale e materiale da tiri di infilata.

 

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